Proust si masturbava a tutto spiano, la cosa era risaputa in famiglia e fortemente discussa tra il figlio, il padre, la madre, il fratello e gli altri parenti. Il padre Adrien, professore alla facoltà di Medicina e autore persino di un saggio sull’igiene del nevrastenico, lo supplicò una volta di darsi pace “almeno per quattro giorni”. Ma ecco una lettera che lo stesso Marcel scrisse a suo nonno alla metà di maggio del 1888: “Mio caro nonno, mi rivolgo a te per chiederti la gentilezza che intendevo chiedere al signor Nathan, ma che Mamma preferisce io chieda a te. Ecco perché. Avevo così bisogno di una donna per smettere le mie cattive abitudini di masturbazione che papà mi ha dato dieci franchi per andare al bordello. Ma: 1° nella mia emozione ho rotto un vaso, 3 franchi; 2° a causa di quella stessa emozione, non sono riuscito a scopare. Eccomi dunque come prima in attesa di ora in ora di 10 franchi per scaricarmi e in più di 3 franchi per il vaso. Ma non ho il coraggio di chiedere tanto presto il denaro a papà e spero che vorrai venire in mio soccorso in questa circostanza”.
Giorgio dell’Arti riporta tra le Ultime da Babele della Domenica de Il Sole 24 ore del 12 Febbraio 2012 questo passo di
Mario Lavagetto, autore del saggio
Quel Marcel!, apparso ne Il Sole 24 ore del 23 Aprile 2000. (via
a-t-tratti)
(Source: ilsole24ore.com)